Siete collegati col sito dell’Istituto Comprensivo “Luigi Settino” di San Pietro in Guarano (CS), con Sezioni Staccate in Castiglione Cosentino
Codice Meccanografico: CSIC857002 Via San Bruno, 42 – C.A.P. 87047 - Telefono e Fax: 0984/471008 - E-mail: icspguarano@virgilio.it.
Il sito è gestito dal personale interno della scuola, spesso insieme agli alunni, per cui ci scusiamo per eventuali sviste o malfunzionamenti.
Ultime notizie
Buone vacanze!
Arrivederci al prossimo anno!
Arrivederci al prossimo anno!
Autore : Stargate
2/07/2008 - 14:55
"Le storie della Storia 2008" è online!
Giunti ormai al
termine dell'anno scolas ...
Giunti ormai al termine dell'anno scolastico, pubblichiamo la versione 2008 de "Le storie della Storia", lavoro di ricerca realizzatodagli alunni della Scuola Primaria e Secondaria di I grado del nostro Istituto.
Esso contiene già 75 storie (ne abbiamo altre in cantiere e il prossimo anno supereremo senz'altro le 100!), oltre 100 pagine web, circa 600 immagini (fra le quali 74 disegni originali), 18 filmati, 2 brani musicali, 2 presentazioni multimediali.
Tra le novità segnaliamo la veste grafica rinnovata, l'aggiunta di un lettore vocale e di un contatore di visite, l'illustrazione più dettagliata del progetto - rivolta a docenti e formatori -, la citazione delle fonti bibliografiche e sitografiche utilizzate.
Tutto il materiale proposto è stato elaborato in modo originale e in forma collaborativa e condivisa.
Il prodotto, distribuito anche su CD-ROM, è pubblicato su uno spazio web recensito da La Girandola, il portale dei bambini, e vuole essere, fra l'altro, un contributo per sostenere nella scuola di base l’introduzione della “ipermedialità” e un processo di ricerca orientato all'uso cosciente delle nuove infrastrutture tecnologiche della conoscenza.
Si ringraziano tutte le persone che hanno collaborato, fornendo materiale di diverso tipo, nonché coloro che vorranno ancora farlo.
A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta
U ...
A seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 16 maggio 2008 n. 85, inerente disposizioni urgenti per l’adeguamento delle strutture di governo in applicazione dell’art. 1, commi 376 e 377 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, con decorrenza immediata, la denominazione
“Ministero della pubblica istruzione”
è sostituita da
“Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca”.
Autore : Stargate
31/05/2008 - 07:47
CONCESSIONE DI BUONI PREMIO MIGLIORI STUDENTI A.S. 2007/2008
POR CALABRIA 2000/2006 MISURA 3.6
&ldq ...
POR CALABRIA 2000/2006 MISURA 3.6 “PREVENZIONE DELLE DISPERSIONE SCOLASTICA E FORMATIVA” Azione 3.6.b “Progetti integrati per la prevenzione ed il recupero della dispersione scolastica nella Scuola dell’obbligo nelle aree a massimo rischio sociale e nelle aree rurali interne”
Il Collegio dei Docenti è convocato in data
20 ...
Il Collegio dei Docenti è convocato in data 20.05.2008 alle ore 16.30.
Autore : Stargate
19/05/2008 - 14:00
Pubblicizzazione PON
E' online il Piano integrato relativo al PON.
...
E' online il Piano integrato relativo al PON. Cliccare QUI.
Autore : Stargate
14/05/2008 - 10:54
Oltre il Fiume, dalla rivista al Blog
Messaggio del Papa per la 42° giornata delle Comunicazioni
Cari fratelli e sorelle! 1. Il
tema della ...
Cari fratelli e sorelle!
1. Il tema della prossima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali - "I mezzi di comunicazione sociale: al bivio tra protagonismo e servizio. Cercare la verità per condividerla" – pone in luce quanto importante sia il ruolo di questi strumenti nella vita delle persone e della società. Non c'è infatti ambito dell'esperienza umana, specialmente se consideriamo il vasto fenomeno della globalizzazione, in cui i media non siano diventati parte costitutiva delle relazioni interpersonali e dei processi sociali, economici, politici e religiosi. In proposito, scrivevo nel Messaggio per la Giornata della Pace dello scorso 1° gennaio: "I mezzi della comunicazione sociale, per le potenzialità educative di cui dispongono, hanno una speciale responsabilità nel promuovere il rispetto per la famiglia, nell'illustrarne le attese e i diritti, nel metterne in evidenza la bellezza" (n. 5).
2. Grazie ad una vorticosa evoluzione tecnologica, questi mezzi hanno acquisito potenzialità straordinarie, ponendo nello stesso tempo nuovi ed inediti interrogativi e problemi. È innegabile l'apporto che essi possono dare alla circolazione delle notizie, alla conoscenza dei fatti e alla diffusione del sapere: hanno contribuito, ad esempio, in maniera decisiva all'alfabetizzazione e alla socializzazione, come pure allo sviluppo della democrazia e del dialogo tra i popoli. Senza il loro apporto sarebbe veramente difficile favorire e migliorare la comprensione tra le nazioni, dare respiro universale ai dialoghi di pace, garantire all'uomo il bene primario dell'informazione, assicurando, nel contempo, la libera circolazione del pensiero in ordine soprattutto agli ideali di solidarietà e di giustizia sociale. Sì! I media, nel loro insieme, non sono soltanto mezzi per la diffusione delle idee, ma possono e devono essere anche strumenti al servizio di un mondo più giusto e solidale. Non manca, purtroppo, il rischio che essi si trasformino invece in sistemi volti a sottomettere l'uomo a logiche dettate dagli interessi dominanti del momento. E' il caso di una comunicazione usata per fini ideologici o per la collocazione di prodotti di consumo mediante una pubblicità ossessiva. Con il pretesto di rappresentare la realtà, di fatto si tende a legittimare e ad imporre modelli distorti di vita personale, familiare o sociale. Inoltre, per favorire gli ascolti, la cosiddetta audience, a volte non si esita a ricorrere alla trasgressione, alla volgarità e alla violenza. Vi è infine la possibilità che, attraverso i media, vengano proposti e sostenuti modelli di sviluppo che aumentano anziché ridurre il divario tecnologico tra i paesi ricchi e quelli poveri.
3. L'umanità si trova oggi di fronte a un bivio. Anche per i media vale quanto ho scritto nell'Enciclica Spe salvi circa l'ambiguità del progresso, che offre inedite possibilità per il bene, ma apre al tempo stesso possibilità abissali di male che prima non esistevano (cfr n. 22). Occorre pertanto chiedersi se sia saggio lasciare che gli strumenti della comunicazione sociale siano asserviti a un protagonismo indiscriminato o finiscano in balia di chi se ne avvale per manipolare le coscienze. Non sarebbe piuttosto doveroso far sì che restino al servizio della persona e del bene comune e favoriscano "la formazione etica dell'uomo, nella crescita dell'uomo interiore" (ibid.)? La loro straordinaria incidenza nella vita delle persone e della società è un dato largamente riconosciuto, ma va posta oggi in evidenza la svolta, direi anzi la vera e propria mutazione di ruolo, che essi si trovano ad affrontare. Oggi, in modo sempre più marcato, la comunicazione sembra avere talora la pretesa non solo di rappresentare la realtà, ma di determinarla grazie al potere e alla forza di suggestione che possiede. Si costata, ad esempio, che su talune vicende i media non sono utilizzati per un corretto ruolo di informazione, ma per "creare" gli eventi stessi. Questo pericoloso mutamento della loro funzione è avvertito con preoccupazione da molti Pastori. Proprio perché si tratta di realtà che incidono profondamente su tutte le dimensioni della vita umana (morale, intellettuale, religiosa, relazionale, affettiva, culturale), ponendo in gioco il bene della persona, occorre ribadire che non tutto ciò che è tecnicamente possibile è anche eticamente praticabile. L'impatto degli strumenti della comunicazione sulla vita dell'uomo contemporaneo pone pertanto questioni non eludibili, che attendono scelte e risposte non più rinviabili.
4. Il ruolo che gli strumenti della comunicazione sociale hanno assunto nella società va ormai considerato parte integrante della questione antropologica, che emerge come sfida cruciale del terzo millennio. In maniera non dissimile da quanto accade sul fronte della vita umana, del matrimonio e della famiglia, e nell'ambito delle grandi questioni contemporanee concernenti la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato, anche nel settore delle comunicazioni sociali sono in gioco dimensioni costitutive dell'uomo e della sua verità. Quando la comunicazione perde gli ancoraggi etici e sfugge al controllo sociale, finisce per non tenere più in conto la centralità e la dignità inviolabile dell'uomo, rischiando di incidere negativamente sulla sua coscienza, sulle sue scelte, e di condizionare in definitiva la libertà e la vita stessa delle persone. Ecco perché è indispensabile che le comunicazioni sociali difendano gelosamente la persona e ne rispettino appieno la dignità. Più di qualcuno pensa che sia oggi necessaria, in questo ambito, un'"info-etica" così come esiste la bio-etica nel campo della medicina e della ricerca scientifica legata alla vita.
5. Occorre evitare che i media diventino il megafono del materialismo economico e del relativismo etico, vere piaghe del nostro tempo. Essi possono e devono invece contribuire a far conoscere la verità sull'uomo, difendendola davanti a coloro che tendono a negarla o a distruggerla. Si può anzi dire che la ricerca e la presentazione della verità sull'uomo costituiscono la vocazione più alta della comunicazione sociale. Utilizzare a questo fine tutti i linguaggi, sempre più belli e raffinati di cui i media dispongono, è un compito esaltante affidato in primo luogo ai responsabili ed agli operatori del settore. E' un compito che tuttavia, in qualche modo, ci riguarda tutti, perché tutti, nell'epoca della globalizzazione, siamo fruitori e operatori di comunicazioni sociali. I nuovi media, telefonia e internet in particolare, stanno modificando il volto stesso della comunicazione e, forse, è questa un'occasione preziosa per ridisegnarlo, per rendere meglio visibili, come ebbe a dire il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II, i lineamenti essenziali e irrinunciabili della verità sulla persona umana (cfr Lett. ap. Il rapido sviluppo, 10).
6. L'uomo ha sete di verità, è alla ricerca della verità; lo dimostrano anche l'attenzione e il successo registrati da tanti prodotti editoriali, programmi o fiction di qualità, in cui la verità, la bellezza e la grandezza della persona, inclusa la sua dimensione religiosa, sono riconosciute e ben rappresentate. Gesù ha detto: "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi" (Gv 8, 32). La verità che ci rende liberi è Cristo, perché solo Lui può rispondere pienamente alla sete di vita e di amore che è nel cuore dell'uomo. Chi lo ha incontrato e si appassiona al suo messaggio sperimenta il desiderio incontenibile di condividere e comunicare questa verità: "Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi – scrive san Giovanni -, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita […], noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia perfetta" (1Gv 1, 1-3). Invochiamo lo Spirito Santo, perché non manchino comunicatori coraggiosi e autentici testimoni della verità che, fedeli alla consegna di Cristo e appassionati del messaggio della fede, "sappiano farsi interpreti delle odierne istanze culturali, impegnandosi a vivere questa epoca della comunicazione non come tempo di alienazione e di smarrimento, ma come tempo prezioso per la ricerca della verità e per lo sviluppo della comunione tra le persone e i popoli" (Giovanni Paolo II, Discorso al Convegno Parabole mediatiche, 9 novembre 2002).
Con questo auspicio a tutti imparto con affetto la mia Benedizione.
Dal Vaticano, 24 gennaio 2008, Festa di San Francesco di Sales.
Autore : Walter
4/05/2008 - 11:34
Web 2.0: il presente e il futuro di Internet
Fino a qualche anno fa il web era
concepito c ...
Fino a qualche anno fa il web era concepito come un immenso ipertesto o, meglio, ipermedia, poichè immagini, filmati e file audio hanno presto accompagnato lo sviluppo di internet.
Ad un certo punto, però, sono nate le applicazioni web: database, sistemi di gestione dei contenuti (CMS), forum e blog. I siti da statici sono diventati dinamici e da una schiera di utenti passivi si è passati a una moltitudine gigantesca di utenti attivi che partecipano alla produzione di contenuti.
Un ulteriore balzo in avanti è stato fatto quando si è intravista la possibilità, attraverso nuovi linguaggi, di trasformare internet in un vero e proprio supercomputer online, col quale interagire da qualsiasi terminale della rete.
Sono nati allora veri e propri programmi per il web: editor di testo, fogli di calcolo, gestori grafici, archivi, mappe e tantissime altre applicazioni che è quasi impossibile enumerare. Non è nemmeno possibile prevedere gli sviluppi futuri. Una selezione di servizi la potete trovare nel nostro sito, spulciando nei menu di sinistra. Ve la proponiamo per guidarvi in questo nuovo mondo tecnologico, anche se non potrà che risultare incompleta.
Il web moderno è caratterizzato principalmente da siti accessibili: colori tenui, sufficiente contrasto, codice pulito, facile navigabilità.
Fondamentale è poi l'interattività, cioè la possibilità di inserire, scaricare o modificare contenuti direttamente via web, da qualsiasi parte del mondo e senza installare nessun software.
Non secondaria è la possibilità di accogliere comunità di utenti con particolari privilegi, come ad esempio quello di chattare o di accedere a servizi.
L'uso di licenze Creative Commons o di altre simili, di quelle licenze cioè che danno la possibilità di utilizzare i propri contenuti secondo le altrui esigenze non è stato solo un fatto di altruismo, il che non di solito non guasta, ma è stato un modo per rivoluzionare l'intera infrastruttura delle conoscenze. Si è trattato di un fenomeno di portata storica, che ha favorito lo sviluppo stesso di internet.
Chi ha concepito per primo tutto questo ha capito che, così come per la rete viaria non si paga più il pedaggio, tranne che sulle autostrade, allo stesso modo il web deve avere un libero accesso. Quando si favoriscono gli scambi, se ne avvantaggiano tutti. Successe qualcosa di simile quando dal medioevo si passò all'età moderna.
Lo scopo, quindi, non è quello di consentire un copia e incolla indiscriminato. Lo scopo più importante è quello di dare a tutti la possibilità di comunicare, di interagire, di scambiare materiale, di visionare, di favorire la nascita di nuovi siti, di nuove proposte culturali o di nuove rielaborazioni di vecchie idee. La collaborazione prima di tutto, perchè la cultura è di tutti, per il bene di tutti.
Il nuovo web è la vera società delle informazioni. Quando accade qualcosa, i primi a darne notizia non sono più gli inviati dei giornali o delle televisioni, ma i siti web o comunque coloro che vi interagiscono. Chiunque, testimone più o meno oculare di un evento, può lanciare la notizia. Ovviamente sta poi ai professionisti verificarla. E quando la notizia è online, automaticamente viene rilanciata su altri siti attraverso particolari servizi.
Fenomeni come YouTube sono emblematici. Il filmato di un evento si può condividere con tutto il mondo. Ma si possono condividere tutti i tipi di documenti. Ancora si usa allegare file alle e-mail. Ma se i file sono voluminosi, beh, ecco allora che ci vengono in aiuto servizi che ci consentono di caricare qualsiasi cosa, in maniera tale che i nostri amici possano andare a scaricarsela da sè.
Tutto si può ormai personalizzare, anche le pagine dei siti che visitiamo.
Antesignana e forse una delle migliori risorse del Web 2.0 è Wikipedia, l'enciclopedia libera, una delle principali risorse della rete, sia perchè fornisce materiale liberamente utilizzabile, sia perchè consente a tutti di collaborare.
Web 2.0 vuol dire anche blog, cioè diario, giornale, piazza, libro online. Scegliete voi la definizione che più vi piace. Fatto sta che solo qualche anno fa era un'impresa creare il proprio sito. Bisognava avere conoscenze tecniche non indifferenti. Oggi chiunque invece può aprire un blog o un sito usufruendo degli innumerevoli servizi che offre la rete.
Che dire dei giochi? Prima al massimo si poteva giocare contro un solo avversario o contro il computer. Adesso anche i giochi sono diventati collaborativi. A proposito di giochi, come inciso vi diciamo che, anche se le idee non mancano, il gioco degli scacchi batte sempre tutti i record. Pensate che il Senet, forse il gioco più antico del modo, antenato sicuramente degli scacchi, ebbe origine in Egitto circa 5300 anni fa! E ancora, anche se un po' diverso, resiste.